DI NUOVE EDIZIONI, DI NUOVI LIBRI E DI UN POMERIGGIO IN MONDADORI.

GoT_Oscar Fantastica_Ila

 

GoT_Oscar Fantastica_Ila

Con l’approssimarsi della sesta stagione di quello che ormai è diventato quasi un fenomeno di costume, ovvero Game of Thrones, si approssima anche l’hype… O la curiosità, più semplicemente, di capire come D&D se la caveranno ora che devono superare la saga cartacea base in varie storylines. Se ne parla, se ne scrive, e se ne parla e scrive sempre di più. I social ingrandiscono esponenzialmente tale prassi, e il modo di fruire di Game of Thrones diventa sempre più multimediale: c’è la serie di libri/ebook, c’è la serie TV, ci sono i tomi/enciclopedia, ci son video su YouTube, speciali in TV, giornali, blog, fumetti, pagine Facebook (ve ne cito una del tutto a caso: Game of Thrones – Italy ), persino canzoni.
Non parliamo neanche di tutto il sottobosco di fanarts e fanfictions ispirate dall’universo di Westeros.
Anche il pubblico di appassionati si è diversificato: c’è il lettore, il lettore/telespettatore, il telespettatore tout court, ognuno di essi con la sua sacrosanta opinione e modalità preferita di accostarsi e seguire la storia rappresentata e presentata in modo così pluralizzato.
Se ci pensiamo, non accade solo per GoT, ma anche per una moltitudine di altre “storie”, che partono con un media, che può essere anche un videogioco, tipo Assassin’s Creed, e da lì vedono la nascita di tutta una serie di altri media che ne trattano o da essa sono stati ispirati, tipo, appunto, i romanzi tratti dalla vicenda dei summenzionati Assassini.
A questo nuovo modo di disporre di una storia che ci appassioni, e al nuovo pubblico che siamo diventati, si rivolge la nuova collezione nata in casa Mondadori che ci è stata presentata l’altro ieri durante una riunione/incontro nella sede di Segrate della nota casa editrice, Oscar Fantastica, di cui avevamo già parlato in questo articolo.



Noi, Staff di GoT – Italy, rappresentati da me (Aranel, al secolo Mariacristina) e Quinn (al secolo Laura) siamo stati invitati nella sede di Segrate più che altro come esponenti della parte “martiniana” di questa collana che tratta titoli già noti, ma in una nuova veste grafica e cartotecnica, accostati a “nuove proposte” tutte aventi come trait d’union quella pluralità di fruizione di cui parlavo poc’anzi. Alcuni di questi scritti sono tratti o liberamente ispirati (o hanno ispirato) a serie TV, altri a videogiochi e ai loro universi, altri, come la prima uscita “Batman – Arkham Knight: La mossa dell’Enigmista”, al multiverso già variegato di DC Comics con film, cartoon, fumetti, videogiochi, e quant’altro; in particolare questo titolo risulta essere un prequel del celebre videogioco “Arkham Knight”, giusto per fare un esempio.
Una proposta “osmotica” e “isotropa” secondo la definizione di Sergio Altieri (il traduttore delle Cronache che sicuramente ricordate sia per il suo lavoro, sia per le discussioni concernenti alcune parti del suo adattamento), presente con noi in riunione.
Il genere di queste pubblicazioni, nonostante ciò che sembra suggerire il nome, non è strettamente fantasy o fantascientifico; anzi, possiamo dire che il loro genere non è univoco o definibile. Da Mondadori ci parlano di “libri crossover” che rispecchiano il pubblico di lettori, videogamer e telespettatori “liquido”, mobile e poco definibile e del suo nuovo modo di consumare la fiction. Un pubblico che non si limita a leggere, ma esperisce e subito dopo vuole condividere tale esperienza con altri che l’abbiano vissuta: “social”, nel senso più lato del termine. C’è dunque un approccio alla lettura più variegato e complesso a cui è dedicata questa nuova frontiera della letteratura d’evasione.
Uno dei titoli di punta è naturalmente “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”, o meglio “Il Trono di Spade”, così com’è stato chiamato in questo contesto.

Aranel + Quin

Ed eccoci tornare a Martin.
Come sappiamo, i libri sono stati ri-editi seguendo la “vecchia divisione” al centro di tante polemiche, sono stati forniti di nuove copertine, nuova veste grafica e quant’altro. Molte sono state a questo punto le domande che frullavano nella vostra come nella nostra testa, pertanto, per essere anche la vostra voce e far sì che i diretti interessati risolvessero in modo esaustivo i dubbi che abbiamo anche letto tra i commenti in pagina, noi ci siamo preoccupate di rivolgere ad essi le dovute domande… Anche piuttosto scomode.
Innanzitutto si è parlato di grafica e di artworks. Confesso di aver posto questa domanda per prima, in quanto anche spinta da curiosità professionale dato il mio lavoro di disegnatrice. Le copertine sono rielaborazioni e fotoritocchi di set fotografici con props (oggetti di scena) e simbologie che strizzano in più di un’occasione l’occhio all’impianto concettuale della serie TV.
Ben realizzate, questo è indubbio (anche se all’inizio io pensavo fossero realizzate in 3D, dato che il livello di realismo della modellazione e della texture art odierno consente risultati sorprendenti), tant’è che pare siano piaciute molto allo stesso Martin e al suo agente USA. Sono state concepite per essere innovative e d’impatto, aggressive come il mondo martiniano e diverse dal solito. In effetti a me pare raggiungano abbastanza lo scopo. E di certo, rispetto agli opinabili, mal realizzati cavalieri templari e crociati sbattuti un po’ a cavolo sulle copertine della vecchia edizione (su cui gli stessi mondadoriani hanno fatto, immancabilmente insieme a noi, un bel po’ di ironia), sono un’evoluzione enorme.
La domanda era la seguente: come mai nelle copertine c’è un’ispirazione così smaccata alla serie TV da riguardare l’artwork, il titolo (“Il trono di Spade”, anziché quello originale “Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco”) e persino il font, che è lo stesso del logo della serie TV targata HBO?
Sembrava quasi che la serie TV avesse ispirato i romanzi, e non viceversa come effettivamente è.
G.R.R. Martin lo sa?
La sua opera sembra essere fagocitata dalla serie TV, come Giove che mangia Saturno, anziché il contrario.
C’è una parte di lettori (tra cui la sottoscritta) che avrebbe gradito un lavoro come quello che è stato fatto per certe edizioni del “Signore degli Anelli”, illustrate in copertina e all’interno da Alan Lee, concept artist e illustratore meraviglioso, anello di congiunzione tra l’impianto artistico precedente la famosa serie di film, e presente all’interno di tali film.
Ci è stato risposto che, anzitutto, l’autore e i suoi agenti sanno tutto e hanno approvato ed apprezzato tutto, e che, anzi, gli accordi con la controparte vanno rispettati in modo preciso e pedissequo. Martin ha detto che queste copertine sono anzi le più belle, secondo lui, ad essere state realizzate sinora per la sua saga.
In secondo luogo, ebbene sì: questi libri sono rivolti anche e soprattutto al “nuovo” pubblico, quello che ha imparato a conoscere l’opera mediante la serie TV, e quindi occorreva che la storia venisse resa immediatamente riconoscibile ad ogni livello: oggetti “già visti” negli episodi, titolo uguale anche a livello di font, e quant’altro. C’è un intento di raccordare il vecchio col nuovo, alla base, proprio perché la collana di libri si riferisce ad un mondo multimediale con un pubblico che, come dicevamo, ne fruisce a più livelli.
Per il pubblico di appassionati della saga cartacea, per i collezionisti che l’hanno amata prima che diventasse mainstream ed eravamo in cinque a ballare l’hully-gully, per quelli che l’hanno conosciuta su pagine e non su uno schermo e che, in una classifica personale, pongono prima tali pagine e poi il corrispettivo televisivo, ci sono le famose edizioni “in pelle di drago”, che seguono, inoltre, anche la divisione originale in cinque superlibroni.

A questo ultimo concetto si riallaccia anche la domanda seguente, ovvero come mai, dopo che praticamente ci si è lamentati per anni della decisione di spezzettare in due o tre tranches ogni libro di Martin, allungando i tempi di attesa e la spesa, e dopo che, in un precedente incontro in sede, avevamo fatto notare l’opportunità di creare edizioni che seguissero la divisione americana e “giusta” (cosa che poi è stata fatta), in questa nuova edizione si …ritorna alle origini?
La risposta, appunto, è simile alla precedente: questi libri non sono espressamente rivolti al pubblico di appassionati della saga cartacea. Non che non possano essere acquistati (contengono anche notevoli innovazioni cartotecniche e una migliore qualità della carta della copertina, della carta interna, e Oscar Fantastica è la prima collezione ad essere stata implementata in questo modo), ma hanno semplicemente uno scopo diverso: non sono fatti per essere collezionati su una libreria, come i libri in “pelle di drago”, ma per essere agevolmente trasportati e facilitare la lettura. Sono libri “snelli” che si possono leggere in vacanza, si possono portare in borsa, si leggono con agilità smartphone alla mano mentre si condividono le proprie impressioni in rete, e via discorrendo. Inoltre la loro dimensione più ridotta non “spaventerebbe” i nuovi lettori, incoraggiando in essi la facilità e l’abitudine alla lettura. Anche i costi saranno ridotti rispetto alle altre edizioni. Il nuovo pubblico di cui parlavamo, e i nuovi scopi per nuove esigenze. Non “migliori”, ma semplicemente diversi. Quindi non si tratterebbe, come apparentemente potrebbe sembrare, di una mancanza di rispetto per l’opera originale martiniana da cui tutto è partito, ma di una diversificazione di proposte per adattarsi alla diversificazione delle esigenze di un pubblico differente. I tempi cambiano, no?
Naturalmente si può essere d’accordo con tali decisioni o meno, a qualunque livello.
Io stessa confesso di desiderare ancora un’edizione originale, con copertina rigida, finemente illustrata da una moltitudine di bravi illustratori il cui lavoro e i cui tributi ho potuto ammirare nel web. O magari la illustrerò io stessa in un futuro… Muahahah!
Ma devo ammettere che la possibilità di poter acquistare sempre un libro che mantenga il suo ruolo di “oggetto da collezione” oltre che l’attenzione a formato e divisione così come sono stati concepiti dall’inizio dall’autore della storia mi consola, perché potrò scegliere secondo le mie esigenze. O potrò scegliere di acquistare un libro economico ma portatile da trascinare con me in montagna o leggere in spiaggia tra schizzi d’acqua e sabbia, e un libro più corposo da conservare in libreria e leggere tranquilla a casa con una bella tazza di the.
Rispetto alle prime edizioni (quelle che si spezzettavano e si spaccavano con i simpatici crociati in copertina), che erano l’unico modo in cui poter acquistare un libro sulle Cronache, questo è di sicuro un gran bel passo in avanti.
Quel che è certo è che anche i prossimi libri saranno proposti in tutte e tre le edizioni: prima questa di Oscar Fantastica, poi quella in pelle di drago e quella con divisione originale ma fotogrammi della serie TV in copertina, in modo che ad ognuno sia consentito di scegliere.
E, a proposito di prossimi libri: ovviamente è scattata anche lì la domanda da un milione di dollari: qualcuno sa niente su ipotetiche date d’uscita di The Winds of Winter?
Purtroppo no, anche se circolava la voce (da fonti attendibili, sembrerebbe) di un ipotetico e mai troppo vicino gennaio 2017.
Ma a questo punto io non voglio sperare più nulla e non crearmi alcuna aspettativa; spero solo che lo Zione prenda quella maledetta penna in mano prima della prossima era glaciale.

Aranel (Mariacristina M.)  – Game of Thrones – Italy

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Alex

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