Diversità etnica in Game of Thrones: ancora polemiche?

La direttrice del casting, Nina Gold, commenta la mancanza di diversità nel cast di GoT

L’International Edition of the South China Morning Post ha intervistato la direttrice del casting di GoT Nina Gold. La pluripremiata direttrice ha parlato della propria formazione e della natura del proprio lavoro. …Ma anche della spaventosa responsabilità di aver selezionato il nuovo, giovane, eroico trio per Star Wars: Il Risveglio della Forza. Infinedella tanto derisa mancanza di diversità in GoT.

Forse sarà una sorpresa, ma il lavoro per GoT non era una cosa sicura all’inizio per Nina. Come ha detto al SCMP, “Non era proprio la mia specialità.”

Ha parlato anche del controverso argomento della diversità, per la cui mancanza lo show è stato criticato.

Nina dice che “è importante ricordare che questa serie si basa su libri che sono molto specifici e descrittivi sull’aspetto dei suoi personaggi,” passando la palla a George R.R. Martin. Si dice più ottimista riguardo l’industria filmica in generale. Secondo lei, infatti “si sta già avviando verso una più grande diversità. Siamo molto più consapevoli che non avere un cast vario è veramente stupido e non creativo. Cerchiamo tutti di fare casting che riflettano la vita reale. E la vita reale è piena di persone diverse. Dobbiamo averle tutte.”

Comprensibilmente, Nina passa la responsabilità di questa mancanza di diversità all’autore dei libri. Il quale risponde sempre a tono, appellandosi all’accuratezza storica.

A parte il fatto che nell’Inghilterra tardo-medievale c’erano persone non bianche, l’argomento dell’autenticità si rivela un fiasco. Infatti il mondo di Martin è solo ispirato da questa era. Rimane un fantasy. Martin avrebbe potuto includere quante persone di colore voleva nel mondo fittizio di Westeros. In mancanza di questo, gli showrunners avrebbero potuto scegliere di allontanarsi dal canone per quell’aspetto e creare un Westeros più vario per la televisione.

Ci si chiede come mai le persone di colore interrompano l’immersione in un mondo medievale mentre creature fantastiche, Storia inventata e usanze inventate non lo fanno.

Tuttavia, il fantasy moderno, incluse anche Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco per alcuni aspetti, offre una diversità più ampia di una che ci saremmo solo sognati anni fa. Specialmente nel caso di personaggi femminili importanti. Ma questo non rende nulle tutte le critiche. Per come stanno le cose, anche quanto vengono scelti per lo show, le persone di colore di solito interpretano spesso ruoli stereotipati. Selvaggi, schiavi, brutali schiavisti, mercanti eccentrici, sacerdoti esotici e loschi pirati, per esempio. Due eccezioni di cui siamo grati sono Missandei e Verme Grigio. Avrebbero potuto essere solo ex schiavi, eppure Benioff e Weiss si sono impegnati per trasformarli in personaggi principali tridimensionali con vite indipendenti da Daenerys.

missandei grey worm

Anche se Game of Thrones eclissa la fonte originale in questo caso, il lavoro di Martin ha alcuni personaggi terziari di colore che lo show ha omesso.

pedro-pascal

Quando Pedro Pascal è stato scelto per il ruolo di Oberyn Martell, Martin ha discusso proprio di quest’argomento sul suo blog. Secondo lui lo show era da lodare per “pareggiare i conti” con i personaggi di colore perduti nell’adattamento trasformando alcuni personaggi originariamente bianchi in personaggi di colore:

“Non ero presente all’audizione di Pedro Pascal, ma da quanto so la sua lettura è stata spettacolare. Quando il suo casting è stato annunciato, il produttore di un altro show in cui era apparso  di recente mi ha scritto per dirmi quanto fosse eccezionale Pascal. Si è anche congratulato con noi per il casting. Quindi sospettavo che sarebbe stato un Vipera Rossa splendido.”

So che David, Dan e la HBO sono favorevoli ad un cast etnicamente e razzialmente diverso per la serie. Vero: abbiamo perso molti personaggi di colore che appaiono nei libri. Chataya e Alayaya, Jalabhar Xho, Strong Belwas non ci sono. Ma, per bilanciare le cose, personaggi come Salladhor Saan e Xaro Xhoan Daxos, entrambi bianchi nei libri, sono stati interpretati da attori di colore. Anche la stessa Missandei, pur se nei libri gli abitanti di Naath hanno la pelle dorata, non bianca.

Riguardo i Dorniani, beh, anche se in generale respingo le analogie, ho sempre immaginato i “Dorniani del sale” dall’apparenza più mediterranea che africana. Greci, Spagnoli, Italiani, Portoghesi, ecc. Capelli e occhi scuri, pelle olivastra. Pedro Pascal è cileno.”

Si può amare lo show e ammettere che c’è del lavoro da fare in alcuni punti.

Giustamente, la maggior parte di quel lavoro poteva essere fatta solo all’inizio, quando Martin ha creato questo mondo. E, ancora una volta, quando Benioff, Weiss e Nina Gold hanno scelto gli interpreti dello show. Una volta stato stabilito che ogni Casata e regione di Westeros, eccetto Dorne, sono popolate solo da persone bianche, c’è poco che lo show possa fare per cambiare le cose.  Discutibilmente, tutto quello che GoT può fare adesso è sostenere i pochi personaggi principali di colore che ha. E inoltre fare attenzione ad offrire ad attori non bianchi ruoli che non sono stereotipati del tutto. Si spera che Nina Gold, responsabile per lo straordinario cast di GoT, sarà parte di questo processo durante gli ultimi anni dello show.

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Noi di GoT Italy naturalmente la pensiamo in modo piuttosto diverso. Infatti non capiamo il motivo per cui un autore dovrebbe rendere conto delle proprie scelte quando l’opera appartiene a lui. Il mondo immaginario di Westeros ed Essos è stato creato da lui. Così come le genti che lo popolano. Se nella saga di Martin le etnie sono distribuite in un certo modo senza sottofondi razzisti o di voluta emarginazione, ebbene… Perché criticarlo? E perché affannarsi a “ripristinare un presupposto equilibrio” nella serie TV? Per una mera questione di politically correct?
Davvero, fatichiamo a capire (ndAranel).

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Fonte: Watchers on the Wall

Traduzione: Mariarosaria M.
Editing: Aranel/Mariacristina M.

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Aranel

Graphic & Concept Designer, Illustrator and Cartoonist. But most of all, Art Lover. Daughter of the North. Nerd, and proud.

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