Podeswa parla delle scelte registiche dell’ultimo episodio chiarendo alcuni punti.

INSIDER ha parlato con Jeremy Podeswa, il regista dell’episodio, per scoprire qualcosa in più sullo sviluppo dei personaggi e le scene intriganti, tra cui quella in cui Tyrion osserva preoccupato Jon e Daenerys.

Una tematica importante dell’episodio è l’influenza che Ned Stark ha avuto su Jon,Theon e Sansa, Arya. Mi è piaciuta la scena tra i primi due perché sembra prevedere una crisi di identità per Jon, mezzo Targaryen e mezzo Stark. Era questo il succo della scena?

JP: Ottima domanda, nessuno me l’aveva ancora fatta, quindi buon per te [ride]. Credo sia molto probabile che la scena sia una previsione di quello che hai detto. La serie tratta spesso domande come, “Cos’è la famiglia? Chi è la nostra famiglia? Come identifichi te stesso?”

Con i ragazzi Stark è qualcosa che viene portata avanti per tutta la settima stagione. Devono capire quale sia il loro rapporto, dopo tutto quello che hanno passato. Per quanto riguarda Theon, la sua identità è stata una ricerca importante per tutta la serie. Quindi adesso che sappiamo tutto quello che c’è da sapere riguardo a Jon, penso che questo fatto farà scaturire un sacco di domande. In che modo affronterà questa notizia e dove lo porterà, andando avanti.

Nel finale abbiamo finalmente visto Rhaegar Targaryen, ma sia lui che Lyanna sono ancora molto misteriosi. Quale approccio avete usato per organizzare il flashback del matrimonio e presentare questo momento così importante?Ma allo stesso tempo avete lasciato noi spettatori ancora incerti su tutto quello che è accaduto anni prima…

JP: In effetti è vero – la scena non mette un punto fermo a tutta la faccenda.

Quello che fa però, è rivelare un dettaglio importante: Jon non è stato concepito a causa di un rapporto violento tra Rhaegar e Lyanna. Era una relazione romantica e c’era complicità nella loro unione, e questa è una novità.
Quindi, per me era importante che lo mostrassimo come una sorta di riscrittura della storia. Abbiamo fatto in modo di creare un’atmosfera idillica, per presentare il loro matrimonio in antitesi con quello che si credeva della loro relazione. Per me quella era la cosa fondamentale, mostrarlo come revisionismo storico.

Un altro momento che sta facendo molto discutere è quello in cui Tyrion guarda la porta mentre Daenerys e Jon hanno un rapporto sessuale per la prima volta. Io l’ho interpretato come una sorta di ansia che Tyrion prova nel vedere Jon e Daenerys abbandonarsi alle loro emozioni, ma secondo altri era geloso. Potresti illuminarci su cosa gli passava per la testa? (ne abbiamo parlato qui – Quinn)

JP: Credo sia un insieme di cose. “Gelosia” è troppo semplice, in un certo senso. Per me, Tyrion è uno stratega. È qualcuno che pensa al futuro e alle conseguenze delle cose. Per lui, l’unione tra Dany e Jon è un po’ un bastone tra le ruote, per quanto riguarda il loro piano: presentare un fronte unito contro l’esercito dei morti.
Finché Jon e Dany fanno parte di quest’alleanza, le cose sono molto semplici. Hanno un obiettivo comune, sono in questa situazione insieme ad altre persone. Ma ora che hanno un legame speciale, nessuno sa che impatto avrà o quali decisioni prenderanno, basandosi sul fatto che ora sono connessi in modo molto più intimo.
Quindi per Tyrion questo rappresenta un potenziale problema. Qualsiasi tipo di influenza che poteva avere prima su Dany potrebbe non esserci più, perché Jon potrebbe diventare più importante di lui, per Daenerys. Le scelte che lei farà potrebbero essere influenzate da questo evento. Dunque per lui, andando avanti, la preoccupazione maggiore riguarda il modo in cui questa situazione si evolverà e a cosa potrebbe portare.

Ha senso, dato che la sua posizione da consigliere era un po’ instabile in questa stagione.

JP: Esatto.

Volevo parlare con te anche di Sansa, perché tu hai diretto Sophie Turner nella quinta stagione, durante uno dei punti più bassi per Sansa (la violenza da parte di Ramsay Bolton durante la notte di nozze). Com’è stato girare la morte di Ditocorto e vedere la crescita di Sansa?

JP: È stato un processo graduale dalla quinta stagione, ma penso che Sansa sia diventata una figura potente. È partita dall’essere una vittima, con pochissimo controllo sulla sua vita, e ora ha un grande controllo e ha anche imparato a giocare davvero.
È stata più furba del maestro manipolatore e del miglior giocatore, e penso che si sia dimostrata una maestra stratega. Per quanto riguarda l’avere il controllo, ma anche far credere delle cose alle persone e non essere completamente trasparente, direi che è alla pari con Cersei ora.
È difficile sapere esattamente a cosa pensi, che intenzioni abbia. E questo l’ha imparato dagli altri grandi manipolatori della serie, come Cersei e Ditocorto. Ha imparato da ogni cosa orribile che le sia mai successa, e ora è diventata la personificazione di tutte quelle cose. Sophie ha fatto un lavoro fantastico, mostrando tutte queste sfaccettature, quindi uno riesce davvero a credere che Sansa sia diventata una persona da non sottovalutare.

Abbiamo parlato l’ultima volta subito dopo la premiere, e mi hai detto di una scena fantastica che non vediamo sullo schermo. Si tratta di Tormund e Brienne, lui le dice tutto sull’orsa Sheila. (LOL! – Quinn) Nel finale ci sono state tante piccole riunioni – ci sono altri momenti simili che non sono stati messi nell’episodio o che sono accaduti lontani dallo schermo?

JP: No, nel finale c’era tutto. Una cosa interessante riguardo al finale è che tutto quello che sappiamo sui personaggi viene dalla storia e dalle persone che amano la serie e sono grandi fan. Sanno tutto su questi personaggi che si incontrano alla Fossa del Drago.
Tutti sanno cosa vogliano dire quegli sguardi, e gli attori sanno cosa vogliono dire per i loro personaggi e per i fan. È tutto nel copione, ma al tempo stesso anche nel pubblico, perché porta la storia dentro di sé.
Gli spettatori trasferiscono un sacco di contesto non esplicito in tutto quello che vediamo.
Quello che c’era di speciale in questa sequenza era appunto la conoscenza intima e la storia di questi personaggi, che vengono sfruttate in questo episodio. Se sei uno spettatore attento, è fantastico vedere tutte queste interazioni, perché sai cosa vogliono dire davvero.

Ultima domanda, ma non per questo meno importante. Mi aiuteresti a capire come ci si deve riferire a Viserion ora? È un drago Estraneo? Un drago non-morto, un drago di ghiaccio? Voi come lo chiamate?

JP: Oh, divertente. Sinceramente non riesco a ricordare il termine più corretto [ride]. Ma ho sentito di tutto, da drago zombie a drago non morto.

[Nota: un rappresentante della HBO mi ha mandato un’email dicendo che nel copione del finale di stagione, Viserion è chiamato “drago di ghiaccio”, ma ha detto che non era una cosa certa al 100%]

Tradotto da Alessandra P.
Editing & Adattamento: Quinn

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