Nikolaj tra impegno per l’ambiente e condizione femminile: un Lannister difende sempre le proprie cause!

Nikolaj+Coster+Waldau

Domenica 17 settembre, mentre a Hollywood le celebrità sfilavano sul red carpet degli Emmy Awards, Nikolaj Coster-Waldau (Jaime Lannister) si trovava sull’altra costa americana, per parlare del cambiamento climatico in veste di Ambasciatore per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. (Quest’anno Game of Thrones è stato trasmesso troppo tardi per poter essere candidato agli Emmy.)

L’attore ha rilasciato un’intervista a Billboard, prima di salire sul palco del Social Good Summit organizzato a New York dal centro culturale 92nd Street Y, uno degli sponsor dell’evento annuale, ora alla sua settima edizione, che riunisce leader e attivisti di tutto il mondo per discutere di come la tecnologia possa avere un impatto sociale positivo, e che dà il via all’Assemblea generale delle Nazioni Unite (altri sponsor dell’evento sono l’agenzia di comunicazione Mashable, la United Nations Foundation e il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo).

Il tema di quest’anno si è concentrato sui cambiamenti che si possono mettere in atto per migliorare il pianeta entro il 2030, il che secondo Coster-Waldau significa investire risorse nell’uguaglianza fra sessi e nell’ambiente:

“Se falliamo in questo, saremo rovinati.”

Intervistatore: Essere padre di due bambine ti ha reso più consapevole dell’urgenza delle cause che sostieni?

Nikolaj: “Naturalmente voglio che crescano in un mondo dove possano essere in grado di scegliere cosa fare delle loro vite. Viviamo in uno stato [la Danimarca] dove la parità dei sessi è a un livello molto alto. Ma non è così dappertutto. Mercoledì [20 settembre] parteciperò al lancio dell’iniziativa Spotlight organizzata dall’Unione Europea e dall’ONU, contro la violenza sulle donne. Sono rimasto scioccato dalle statistiche. Una donna su tre in tutto il mondo sarà vittima di violenza oppure di violenza sessuale almeno una volta nella vita. È un problema enorme. Più di 700 milioni di donne vivono in paesi dove non è illegale picchiare tua moglie. Molte cifre sono sconvolgenti. È sorprendente che ci siano più di 150 stati con delle leggi che discriminano le donne.”

Ci sono delle donne molto forti in Game of Thrones. Che messaggio si manda alle generazioni di spettatori più giovani?

“Il fatto che ne stiamo parlando significa che è qualcosa di insolito. Ci facciamo delle domande a riguardo, perché pensiamo “wow, è incredibile, c’è uno show che crede davvero che le donne possano essere forti e avere il potere.” Penso che questo sia il punto fondamentale: non dovrebbe essere una sorpresa, non dovremmo pensare in questi termini.”

Il titolo del tuo intervento di oggi è “Creators Fighting Climate Change.” In che modo la visibilità ottenuta con Game of Thrones aiuta il tuo impegno di ambasciatore?

“Che coincidenza. Stamattina ho fatto un’altra intervista e l’ultima domanda è stata: cosa pensi delle celebrità e degli attori che salgono sui palchi per discutere dei problemi del mondo… cosa rispondi alle persone che dicono che dovreste solo stare zitti e limitarvi a fare ciò che sapete fare meglio? La cosa strana è che a volte anche io la penso così. Ma la verità è che cerchiamo di sensibilizzare il pubblico su alcuni argomenti. Grazie a Game of Thrones ottengo molta attenzione, e la posso usare per puntare un riflettore su delle cause molto, molto importanti.”

Quali sono stati i momenti più memorabili del tuo lavoro nel Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP)?

“Mia moglie viene dalla Groenlandia e insieme abbiamo organizzato un progetto con l’UNDP in collaborazione con Google Maps, e abbiamo creato un video sul cambiamento climatico. È stato bellissimo vedere parti della Groenlandia che prima non conoscevo. Ci vado da quasi vent’anni. E, ovviamente, la forza delle immagini, del progressivo ritiro dei ghiacciai in soli dieci anni, è scioccante.

Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite entro il 2030 si possono raggiungere. Se diamo uno sguardo a venti anni fa, in molti ambiti siamo migliorati immensamente. In altri no – soprattutto il cambiamento climatico. Secondo me, e secondo i membri dell’UNDP, questo è ciò su cui dobbiamo davvero lavorare perché, se falliamo, saremo rovinati.”

Parlando di questo, qual è la tua opinione sulla teoria che gli Estranei di Game of Thrones siano una metafora del cambiamento climatico?

“Dovreste chiedere a George R. R. Martin. È molto facile interpretarla così. Non penso che il significato originale fosse necessariamente questo, ma alcuni paralleli ci sono: c’è un mondo dove si cerca di riunire tutte le casate più potenti e tutti i regni per combattere questo enorme nemico, e la casata più potente dice “Sì, ci sto” e poi improvvisamente decide di non farlo. Si possono facilmente fare dei paragoni. Ma la verità è che la realtà è sempre molto più estrema della finzione. Non saremmo in grado di inventare ciò che sta accadendo adesso. La nostra specie ha ottenuto grandi successi. Siamo quasi sette miliardi e mezzo. Entro il 2030 saremo otto miliardi e mezzo. Potremmo dire wow, siamo stati davvero bravi. La cosa ironica è che stiamo per distruggere tutto. Crediamo di essere invincibili. Se la temperatura del pianeta sale di 2,5 gradi, avremo un finale amaro.”

Cosa speri che venga ricordato dell’evento di oggi?

“Ci sono tantissime persone diverse che vengono da organizzazioni e da percorsi diversi, e questo dimostra la varietà del movimento, dimostra che ci sono molte persone che vogliono fare del bene – vogliono rendere il mondo un posto migliore per tutti noi. Ho appena visto il panel sui Caschi bianchi [volontari non armati della difesa civile siriana]. Rimani semplicemente sbalordito quando vedi queste persone che rischiano le loro vite ogni giorno per aiutare gli altri. Nel mondo occidentale abbiamo avuto un ottimo sviluppo e siamo molto ricchi, credo che abbiamo il dovere di fare di più. Non possiamo permetterci di astenerci. Siamo quelli che hanno inquinato di più, abbiamo vissuto le nostre vite al meglio, e ora dovremmo pagare il conto.”

Che cosa può fare la gente per iniziare subito a fare la differenza?

“Se non conoscete i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile andate sul sito globalgoals.com oppure undp.org e leggete. Leggete cosa si sta facendo a riguardo, e scoprite come potete aiutare. Se tutti diamo il nostro piccolo contributo, il risultato sarà stupefacente. Se vivete in una democrazia, sappiate – come le elezioni più recenti hanno dimostrato, sia qui che in Europa – che ogni voto conta e può fare la differenza.”

La Danimarca è stata definita il paese più felice al mondo. Cosa può imparare dai danesi il resto del mondo?

“A dire il vero, quando vivi in un posto trovi sempre tantissime cose che si potrebbero fare meglio. Ma in Danimarca c’è pochissima distanza fra la popolazione e le persone al potere, di conseguenza ci si sente coinvolti nelle questioni di stato, e penso che ci sia un grande senso di uguaglianza. Il modello di previdenza sociale scandinavo è molto solido e funziona benissimo. Ci si prende cura delle persone che hanno bisogno e si cerca di dare a tutti le stesse opportunità – le basi, come l’educazione e la sanità.”

Qual è la musica che ti ispira di più al momento?

“Chiedete a mia figlia di sedici anni, continua ad aggiornare le mie playlist. È sempre pronta. Continuo a dirle che mi deve tenere aggiornato. Ho una playlist proprio qui; si chiama “Educazione musicale per papà”. Ovviamente c’è Frank Ocean. Gli Honne, Allen Stone… Non conosco nemmeno tutti questi nomi. Io le dico che deve ascoltare i musicisti degli anni ’80 e ’90, quelli che ascoltavo io. Gli anni ’80 non sono mai andati forte, ma ora sì.”

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Fonte: Billboard
Traduzione: Chiara B.
Editing: Aranel&Alex

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