Game of Thrones: lo show accusato di razzismo?

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L’attore David Oyelowo critica la mancanza di differenza razziale in GoT

L’attore David Oyelowo ha recentemente parlato al Radio Times della differenza razziale a Hollywood, e ha usato GoT come esempio di uno show in cui manca. Oyelowo, conosciuto per i suoi ruoli in Selma e The Butler, ha detto che “non ci sono scuse” per GoT per tenere dei personaggi di colore – ad esempio Missandei e Verme Grigio – sullo sfondo. Si parla di razzismo?

La questione è un po’ più complicata.

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“Il fatto che inseriscano qualunque minoranza etnica significa che dovrebbe esserci spazio per personaggi maggiori. Perché non si sta dicendo ‘Ok, questo è un mondo puramente bianco, e ci sono delle ragioni legate alla storia per questa scelta…’. Voi lo state inframmezzando con persone di colore. Quindi c’è una decisione cosciente di metterli ai margini, invece che di fronte e al centro. Per qualunque ragione, è un mondo in cui le storie delle persone di colore sono subordinate, o hanno un ruolo da aiutanti, ma questo non significa che non possano avere storyline di spicco. Tutto quello che bisogna fare è spostare l’attenzione e concentrarsi su quei personaggi.”

Oyelowo non è il primo a toccare quest’argomento.

Nel 2014 un fan ha commentato sul blog dell’autore George R.R. Martin riguardo alla mancanza di diversità ne romanzi delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.  Ecco la risposta di Martin:

“Westeros attorno al 300 AC non è neanche lontanamente variegata come l’America del 21esimo secolo, ovviamente, ma detto questo, ho dei ‘personaggi di colore’ che avranno dei ruoli più ampi in The Winds of Winter. A dire il vero, sono personaggi secondari e terziari, anche se non senza importanza.”david-oyelowo

La critica di Oyelowo si riferisce solo a GoT. La HBO può essere colpevole di aver adattato fedelmente il materiale dalla fonte? Avrebbe dovuto fare di più per promuovere i personaggi di colore? Parlando in generale, il network si è attenuto molto alle descrizioni razziali dei personaggi dei libri, anche se ci sono state delle eccezioni. Areo Hotah, per esempio, è una guardia Norvosi dalla pelle chiara nei libri, ma è di colore nello show.

Cambiare la razza e il sesso di personaggi maschili tradizionalmente bianchi è già accaduto in precedenza. Per esempio, nel mondo dei fumetti, le nuove personificazioni di Spider-Man e Thor sono molto diverse. Il nuovo Iron Man per esempio è una ragazza di colore di nome Riri Williams- si dice anche che Nathalie Emmanuel (Missandei) sia in trattative per interpretarla in un film.

Quindi, la HBO avrebbe dovuto fare di più per rendere GoT più razzialmente variegato? O la strada giusta è restare fedeli al materiale originale? Fateci sapere cosa ne pensate.

Noi di GoT Italy troviamo queste critiche abbastanza infondate.

Per due motivi. Anzitutto, perché le ragioni che hanno portato Martin a determinare un mondo del genere, sono sue e sue soltanto, e non deve darne conto a nessuno, né offrire risposte e giustificazioni di sorta, dal momento che è l’autore della storia e pertanto libero di strutturarla come crede. Ve lo immaginate se qualcuno avesse detto a Dante: “Ehi, ma perché nella Divina Commedia non c’è un’umanità multirazziale dato che l’Oltretomba dovrebbe riguardare tutti gli esseri umani?”

Ecco, suona ridicolo anche a noi.

In secondo luogo, Martin ha *già* strutturato un mondo multirazziale. I Dorniani sono già profondamente diversi dalla gente del Nord. I Bruti sono fisicamente diversi da chi vive a Riverrun e nell’Incollatura. I Targaryen sono diversi dagli altri, e sono protagonisti. Per non parlare della gente di Ibben, delle Isole dell’Estate, dei Dohtraki, e quant’altro.

La varietà etnica martiniana è diversa da quella del nostro mondo… Ma è, insindacabilmente, varietà etnica. Quindi perché fare paragoni?

Un ultimo appunto: la HBO, forse per questioni anche di politically correct, ha incrementato ulteriormente la varietà etnica del casting; Areo Hotah ne è un piccolo esempio. Ma i casi son tanti. Ciò nonostante sono arrivate le lamentele.

Ciò ci rende perplessi.

Immaginiamo che “accontentare tutti” non sia stato, non sia e non debba essere lo scopo ultimo della produzione di uno show televisivo… Giusto?

***

Fonte: WiC

Traduzione: Mariarosaria M.
Editing&Integrazioni: Aranel/Mariacristina M.

Aranel

Graphic & Concept Designer, Illustrator and Cartoonist. But most of all, Art Lover. Daughter of the North. Nerd, and proud.

3 Comments

  1. Critica completamente infondata per una semplicissima ed ovvia ragione: le “Cronache del ghiaccio e del fuoco” sono ambientate in una realtà fittizia che però si rifà all’Europa Medioevale. Le etnie e differenze razziali a Westeros e le gerarchie sociali corrispondono a quelle che sarebbero state, in un’Europa feudale nel Medioevo: etnie più variegate le troviamo infatti a Dorne (chiaramente la Spagna) dove fino al 1492 abbiamo una lunga dominazione araba. L’opera parla di casate feudali, che ovviamente, in un seppur fittizio medioevo direi molto difficilmente sarebbero state gestite da una persona nera.
    Detto ciò Missandei o Verme Grigio, così come Ellaria o le sue figlie non mi sembrano personaggi secondari per ragioni “razziste”.

  2. Che nella fiction made in USA ci sia un problema – serio – di mancanza di diversità razziale è verissimo. L’assurdo però è fare un calderone unico di situazioni molto diverse. Che una serie ambientata a New York abbia tutti personaggi bianchi è ridicolo, che li abbia una serie che è una metafora dell’Inghilterra medievale è **un tantino** diverso… Ma vaglielo a spiegare, agli alfieri dell’unnecessary politically correct (unnecessary perché in altri casi il politically correct ha un senso, non voglio fare di tutta l’erba un fascio).
    La critica di Oyelowo poi è assurda: non è che agli attori neri vengono dati di proposito ruoli marginali, è che nel tentativo di aumentare la “diversity” si danno agli attori di colore ruoli che Martin aveva lasciato indeterminati o creato come bianchi (Otah è uno, un altro è Sallador Sahan). Mi pare chiaro che era difficile dare un ruolo principale a un attore o a un’attrice nera, volendo mantenere la metafora dell’Europa medievale.

  3. Concordo! Se doveva fare delle rimostranze sulla “diversity” doveva farlo a chi di dovere. Così sembra solo che voglia attirare l’attenzione su di sé per aumentare le sue quotazioni in un modo o nell’altro!
    Non è un poliziesco ambientato a New York, e il tipo questo lo sa bene, altrimenti non avrebbe alzato il problema rispondendo a quel modo su GOT.

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