La costumista, Michelle Clapton, introduce il libro “Game of Thrones: The Costumes”

Michele Clapton, la costumista vincitrice di Emmy Awards, parla della cura e del lavoro sugli abiti in Game of Thrones.

Quando sarà tutto finito avrete la possibilità di sfogliare il meglio degli abiti principeschi, mantelli, armature e vestaglie [in stile Varys, ndt] nel nuovo libro Game of Thrones: I Costumi, di Insight Editions.

In un’intervista recente, la Clapton ha mostrato un’anteprima della collezione, e ha dato un assaggio dell’evoluzione alla moda di uno dei personaggi, che nessuno ha notato.

Questo libro fa parte di una nuova serie di libri, una retrospettiva in quattro parti, la prima delle quali uscirà il 28 Maggio; le altre raccolte sono “Game of Thrones: Storyboard”, creato dall’artista principale di storyboard della serie, William Simpson; “L’Arte di Game of Thrones”; e “La Fotografia di Game of Thrones”, di Helen Sloan, fotografa dell’unità principale.

Alcune sono già preordinabili.

Vanity Fair ha intervistato Michele Clapton, la quale ha parlato di come i costumi riflettano le personalità e le intenzioni dei personaggi che li indossano.

VF: Tra i viaggi nello stile dei vari personaggi, quale ti è piaciuto creare di più?

MC: quelli di tutte le donne, ma in particolare Sansa. Il suo stile è il più vicino al mio gusto personale, forse perché [Sophie Turner] è quella più simile a me in altezza! Mi è piaciuto molto anche creare gli eserciti, le loro armature, e dare uno stile diverso ad ogni città.

VF: è stato più impegnativo o più divertente creare gli abiti da far indossare nel freddo Nord ai personaggi abituati al clima caldo di Essos?

MC: Allora…ho deciso che Dany avrebbe fornito ai sui Immacolati farsetti e pantaloni imbottiti, in modo da mantenere la loro silhouette e un aspetto uniforme. Per quanto riguarda i Dothraki, il cui stile di vita è prendere con la forza ciò che non è loro, ho pensato fosse interessante vederli con i trofei che hanno ottenuto dal combattimento con i Lannister – come alcuni elementi delle loro armature e i mantelli dell’esercito. Nella storia, ci sono molte prove che questo accadesse dopo le battaglie. Ho usato come riferimento anche i clan delle montagne che avevo creato in una delle prime stagioni, e quindi i Dothraki hanno delle pellicce fatte di pelli di coniglio e qualsiasi cosa abbiano trovato per proteggersi. Dovevano sembrare pazzi e selvaggi agli occhi degli abitanti del Nord.

VF: Di quale cultura o quale luogo hai preferito creare i costumi, e perché?

MC: Ho adorato Braavos; era così diverso dagli altri e completo. Ho amato il modo in cui Arya si è inserita nella città. In particolare, mi è piaciuto che i banchieri indossassero i sabot all’interno – era un riferimento ai contadini francesi, che li indossavano per uscire a fare il loro “lavoro sporco”. Per me, era un modo di far intendere che fare il banchiere sia un affare losco.

VF: Cosa consiglieresti a coloro che magari non sono dei grandi osservatori, in modo che possano apprezzare i costumi con più cognizione di causa? C’è qualcosa in questo libro che ci dobbiamo segnare, per cercare poi indizi o per saperne di più su un dato personaggio?

MC: Immagino che spesso sia qualcosa di impalpabile, perché i costumi non dovrebbero dominare la scena ed è diverso per ogni personaggio. A volte le persone vedono connessioni o messaggi che migliorano la loro visione della serie; altre volte li interpretano in maniera diversa da me, e la trovo una cosa davvero interessante. Uso sempre i colori per raccontare delle storie.

VF: Dal momento che questi costumi sono pseudo – storici, hai mai usato delle tecniche moderne specifiche per crearli, o dei materiali in modo sorprendente?

MC: Cerchiamo sempre di usare i metodi di realizzazione dei costumi più corretti possibile, cuciamo molto a mano. Ma abbiamo deciso di usare la tecnologia, in parte, per le maschere dei Figli dell’Arpia. Prima di tutto, abbiamo creato la scultura in argilla per dare una forma alla maschera. Poi abbiamo applicato la texture superficiale, che avevo trovato su una maschera fatta con la carta da origami, scannerizzando la maschera in argilla e applicando la texture dal computer. L’abbiamo poi stampata con la stampante 3D. Quando ci sono arrivate le prime maschere, mi sono resa conto che erano troppo uniformi, quindi le ho carteggiate [scartavetrate] in modi diversi, per renderle più separate nell’aspetto. Poi queste maschere lavorate sono state scannerizzate di nuovo, per creare varietà, diversità. Quando le abbiamo ricevute, le abbiamo carteggiate di nuovo, abbiamo applicato la foglia d’oro, e invecchiate un po’.

VF: Qual è stata la reazione migliore di un attore nel vedere il suo nuovo costume?

MC: Lena Headey ha adorato il suo abito per l’incoronazione, e Pedro Pascal si è tenuto il suo costume da Oberyn addosso dopo le prove. Pilou Asbæk ha detto che il suo look da rockstar per Euron Greyjoy era epico!

VF: C’è un personaggio il cui percorso di stile non ha ricevuto molte attenzioni, ma che tu ami?

MC: Forse Ditocorto. Lavorare con Aidan Gillen sul suo personaggio è stato fantastico. Abbiamo parlato molto di cercare di mostrare la crescita della sua sicurezza di sé, dei piccoli dettagli del suo costume che riflettevano la sua esistenza complicata. Tutto molto discreto, come dovrebbe essere. Io e Aidan abbiamo apprezzato molto il suo sviluppo.

Traduzione: Alessandra Pani (fonte)
Editing: Quinn
Foto: HBO Helen Sloan

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.